Il Ruolo Chiave del Consulente Contabile per le Start Up

Le start up rappresentano una delle realtà più dinamiche ed entusiasmanti dell’attuale panorama aziendale. Tuttavia, il cammino verso il successo può essere pieno di sfide finanziarie e contabili complesse. In questo contesto, il ruolo del consulente contabile diventa fondamentale. Attraverso una guida esperta e personalizzata, i consulenti contabili possono offrire alle start up l’assistenza necessaria per gestire l’attività contabile, la liquidità, e sviluppare strategie finanziarie a lungo termine. In questo articolo esploreremo l’importanza del consulente contabile per le start up e come la loro esperienza può fare la differenza nel percorso verso il successo imprenditoriale.

CHI SONO LE START UP

Il termine start up deriva dal verbo inglese “to start up”, che significa partire, avviarsi, mettersi in moto e dal punto di vista economico è generalmente utilizzato (a volte in modo anche improprio) per indicare quelle realtà imprenditoriali che si trovano nella fase di avvio.

In realtà una start up per essere propriamente identificata come tale dovrà possedere i seguenti requisiti:

  1. Replicabilità del modello di business: il modello di business può essere ripetuto in diverse aree geografiche senza grandi modifiche;
  2. Scalabilità: s’intende la capacità di crescere in modo esponenziale utilizzando un numero limitato di risorse;
  3. Innovazione: si può riferire ad un processo o ad un prodotto; la ragione per cui nasce una start up è proprio quella di andare a risolve un bisogno attraverso un processo o un prodotto mai utilizzato prima, andando così a definire un nuovo mercato.
  4. Temporaneità: con il termine “start up” si indica infatti il periodo di avviamento iniziale di un’azienda che se avrà esito positivo diventerà in seguito una vera e propria impresa.

Non tutti i nuovi business, quindi, possono essere definiti start up solo per il fatto di essere delle nuove attività bensì è indispensabile soddisfare i quattro requisiti sopra citati. Per fare degli esempi di aziende ormai affermate che sono nate come start up, basti pensare ad Uber, AirBnB, Stripe, Spotify, Netflix.  

START UP: IL RISCHIO DI FALLIRE

Obiettivo di tutti gli startupper è costruire una start up che funzioni. Avere in testa una buona idea di business, per quanto innovativa, non è però sufficiente.

Secondo un recente studio di Startup Genome, organizzazione di ricerca californiana che si occupa di redigere il Global Startup Ecosystem Report, parrebbe infatti che solo 1 su 12 raggiunge l’obiettivo mentre le altre sono destinate a fallire; molte di queste entro i primi 1-2anni di attività in quanto il periodo iniziale è indubbiamente il più critico, le rimanenti entro i primi 5 anni.

E’ importante sottolineare che le statistiche sul tasso di fallimento delle start up possono variare in base alla regione geografica o al settore industriale, piuttosto che sulla base di molti altri fattori.

Tuttavia, un interessante rapporto di CB Insights (azienda che ha sviluppato un software per la raccolta ed elaborazione dei dati relativi a startup) ha individuato le principali cause che portano al fallimento delle start up.

Eccole:

  • Assenza di un mercato (42%)
  • Fondi esauriti (29%)
  • Team non adatto (23%)
  • Concorrenza (19%)
  • Pricing errato e costi elevati (18%)
  • Prodotto non soddisfacente (17%)
  • Business model sbagliato (17%)
  • Marketing non all’altezza (14%)
  • Difficoltà nel mantenere i clienti (14%)
  • Lanciare il prodotto/servizio nel momento sbagliato (13%)

Emerge chiaramente come l’aver ideato un business innovativo e rivoluzionario non sia sufficiente e che, di conseguenza, start up non può essere sinonimo di improvvisazione.

Il desiderio di veder crescere il proprio business non deve indurre a trascurare o a non dare il giusto peso ad aspetti che potrebbero erroneamente essere considerati di secondaria importanza; in quest’ottica, non può quindi essere sottovalutato il gruppo di lavoro iniziale che dovrà essere formato da persone preparate e motivate al raggiungimento dell’obiettivo.

Quando i numeri iniziano a crescere, infatti, il fondatore e l’eventuale co-founder non potranno continuare a fare tutto da soli; essere stati in grado di costituire un team bilanciato di professionisti in cui ciascun componente presiede la propria area di competenza, con una chiara definizione dell’owner per ciascuna attività, può fare la differenza per rimanere competitivi sul mercato e vincere la sfida o dover gettare la spugna. Ben il 23% dei fallimenti è imputabile proprio a questo aspetto.

Nei prossimi paragrafi andrò ad analizzare la sfera economico-finanziaria al fine di andare ad individuare quei professionisti che possono essere i più indicati a supportare una start up.

START UP: ASPETTI ECONOMICI E FINANZIARI

BUSINESS PLAN - FINANCIAL PLAN

Il business plan è un documento indispensabile per qualsiasi nuova impresa, a maggior ragione per una start up che dovrà attrarre investitori piuttosto che ottenere fondi o finanziamenti.

Il business plan è il piano strategico che riepiloga le linee guida del progetto imprenditoriale.

Non essendo obiettivo di questo articolo analizzare nel dettaglio come deve essere strutturato un business plan, va però detto almeno quali sono le principali informazioni che deve contenere:

  • presentazione dell’azienda, della sua storia, la struttura legale, la posizione fisica, la missione, i valori;
  • analisi del mercato, del settore di appartenenza, dei competitors;
  • presentazione del prodotto/servizio innovativo che la start up intende produrre/erogare, descrizione delle buyers personas e i bisogni che il prodotto/servizio sarà in grado di soddisfare; importante includere una swot analisys che possa evidenziare i punti di forza e di debolezza, nonché le opportunità ed i potenziali rischi legati al progetto imprenditoriale;
  • piano di marketing ossia una sintesi della politica di marketing che si intende seguire;
  • presentazione della struttura organizzativa ossia del team di lavoro, con l’indicazione del ruolo e delle competenze di ciascuno, sia relativamente all’ as is sia in chiave prospettica.
  • piano economico-finanziario: il c.d. “financial plan” rappresenta la parte più tecnica del business plan in quanto si passa dalla parte descrittiva ai numeri veri e propri; le informazioni esposte nella parte di “presentazione” dell’azienda, vengono ora tradotte a livello di costi / ricavi, entità di investimenti e/o finanziamenti richiesti, movimenti di cash flow.

E’ importante porre l’attenzione sul fatto che  sia il business plan sia il financial plan devono essere redatti e gestiti da professionisti preparati e competenti, che risultino adeguanti alle aspettative di crescita della start up.

Sottolineo questo aspetto in quanto il business plan così come il relativo financial plan potrebbero in teoria essere redatti anche dallo start upper/founder magari utilizzando uno dei tanti modelli scaricabili da internet che propongono soluzioni fai da te. Personalmente mi sento di sconsigliare questa soluzione; non farei del saving proprio sulla redazione di questo documento bensì investirei su un buon professionista meglio se specializzato in business plan, proprio perché si tratta di avere le competenze adeguate a svolgere ricerche di mercato approfondite, per scegliere le strategie di marketing adeguate e costruire un piano economico-finanziario con previsioni reliable.

Il RUOLO DEL CONSULENTE CONTABILE

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Il Business Plan e il rispettivo piano finanziario, una volta redatti, andranno periodicamente revisionati, al fine di verificare il raggiungimento dei target prefissati nell’orizzonte temporale che generalmente varia dai 3 ai 5 anni. 

Questo non si significa limitarsi a guardare i numeri una volta l’anno o ogni sei mesi.

I numeri della propria start up devono essere monitorati costantemente, soprattutto in modo strutturato e prospettico, non in maniera approssimativa e nei ritagli di tempo. Per questa ragione, è importante fin da subito implementare un processo contabile solido che sia in grado di gestire l’aspetto economico-patrimoniale dell’azienda anche quando i numeri inizieranno a crescere; in caso contrario, quando le transazioni inizieranno ad aumentare ci sarà il serio rischio di rimanere bloccati e di perdere il controllo della situazione.

In quest’ottica, il consulente contabile riveste un ruolo essenziale nel gruppo di lavoro, in quanto è colui che porterà la propria esperienza in ambito economico-finanziario e sarà in grado di dare le giuste indicazioni per strutturare un processo contabile customizzato alla specifica realtà.

E’ cruciale dare la giusta attenzione a questo aspetto ed essere consapevoli di quanto sia importante fin da subito avere in mano i numeri della propria azienda e saperli gestire in prospettiva di crescita del business e in ottica imprenditoriale. Non capire questo, può porre seriamente a rischio la sopravvivenza del progetto.

Troppo spesso nelle start up i fondatori sono quasi totalmente impegnati nello sviluppo del prodotto o del servizio innovativo e tendono a trascurare l’attività contabile fino a quando non ne sono costretti ossia quando iniziano le prime criticità e non è più possibile procrastinare. 

Vediamo nel dettaglio perché è fondamentale anche in realtà giovani strutturare per tempo un processo contabile adeguato:

  • Conformità normativa: un processo contabile ben gestito dall’inizio consente in primis di evitare registrazioni errate, con conseguenti ravvedimenti e relative sanzioni; non è insolito che il founder si improvvisi anche solo nell’emissione di fatture che poi si riveleranno errate o emesse tardivamente; le start up devono inoltre rispettare una serie di normative fiscali e contabili, per cui è importante un professionista che possa interfacciarsi con il commercialista parlando la stessa lingua e facendo risparmiare al team tempo e risorse preziose.
  • Scalabilità: un processo contabile strutturato per sostenere la crescita della start up nel tempo è essenziale; attrezzarsi coinvolgendo fin da subito un consulente contabile permetterà alla struttura interna di adattarsi più facilmente ad improvvisi cambiamenti di volume e ad un numero crescente di transazioni senza rischi di interruzioni, rallentamenti o ritardi nel flusso di lavoro.
  • Possibilità di attrarre gli investitori: la start up potrebbe avere bisogno di finanziamenti esterni per sostenere la propria crescita. I c.d. business angel sono persone disposte ad investire nel capitale di start up che possiedono un progetto interessante ma con una prospettiva di recupero dello stesso. In quest’ottica, presentarsi a potenziali investitori mostrando una gestione finanziaria solida e trasparente nonchè un processo contabile ben definito sarà un ottimo biglietto da visita per dimostrare professionalità del team e serietà del progetto.
  • Tracciabilità e Pianificazione Finanziaria: una contabilità ben tenuta consentirà di valutare gli scostamenti tra l’as-is e i valori previsionali relativi a tutti i parametri economico-finanziari. Anche se il financial plan viene generalmente rivisto una volta all’anno, è importante come per qualsiasi altra azienda analizzare frequentemente i numeri e soprattutto averne il controllo e la consapevolezza, anche per evitare inaspettate brutte sorprese. Mensilmente quindi è consigliabile aggiornare i dati di fatturato, i costi, analizzare i flussi di cassa, valutare eventuali investimenti.
  • Consulenza Software: un consulente contabile esperto non solo fornisce servizi di contabilità, ma può anche offrire preziose raccomandazioni riguardo al software più adatto alle esigenze specifiche della start up. Questo significa anche la possibilità di valutare programmi che oltre alla contabilità offrono strumenti di reportistica avanzati o la possibilità integrare moduli di gestione della tesoreria per l’analisi e la gestione dei flussi di cassa.

Scegliere il software giusto fin dall’inizio può aiutare la start up a migliorare l’efficienza, a ridurre gli errori contabili e a risparmiare tempo prezioso che può essere reinvestito nello sviluppo del business.

In conclusione, l’affiancamento di un consulente contabile rappresenta per la start up un investimento strategico di valore inestimabile.

Oltre a garantire una gestione dei numeri accurata e trasparente, la sua esperienza nonchè la competenza consentiranno un alleggerimento del lavoro che diversamente graverebbe sulle altre risorse; queste, infatti, si troverebbero loro malgrado ad affrontare tematiche contabili, senza magari averne la voglia, il tempo o le competenze adeguate.

Inoltre, il consulente contabile sarà in grado di offrire un supporto customizzato sulla base delle specifiche esigente della singola realtà, modulando la propria expertise in funzione degli obiettivi  che si desiderano raggiungere. Grazie a questa partnership strategica, la start-up potrà affrontare con fiducia le sfide finanziarie, pianificare con successo la sua crescita e ottenere un vantaggio competitivo nel mercato, puntando verso un futuro di successo e sostenibilità.

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